Superare la depressione per stare bene

 

La depressione è come un’ombra scura che si stende sulla vita. Nonostante la gravità, questo stato è modificabile e curabile. Il passo più importante è, indubbiamente, la richiesta di aiuto. A partire da qui, è possibile definire il trattamento e l’approccio migliore per sé La terapia può andare dall’assunzione di farmaci, a cambiamenti nello stile di vita (per esempio alimentazione ed esercizio fisico) o altri interventi presi a prestito da discipline alternative.

Fatto il primo passo, i successivi devono ricondurre il paziente a riappropriarsi della vita.

Così come non esistono due persone uguali, allo stesso modo non c’è un’unica cura adatta a tutti. Ne deriva che ciò che funziona per una persona potrebbe non funzionare per un’altra. Il lavoro dello specialista è, dunque, quello di avvicinarsi al paziente e raccogliere più informazioni possibili sul suo stato di salute e sullo stile di vita così da poter combinare i giusti ingredienti e creare un trattamento ad hoc che si adatti alle esigenze del singolo individuo.

Quali possono essere i giusti consigli da dare in caso di depressione?

Attraverso la propria preparazione – acquisita attraverso testi quali Dal mal di vivere alla depressione di Nicola Lalli – il terapeuta può determinare cosa abbia generato la depressione e se, per esempio, i sintomi siano dovuti ad una condizione medica di base carente. In questo caso, infatti, la depressione sarà un’aggravante di uno stato di salute già compromesso: andrà necessariamente ristabilito l’equilibrio fisiologico per poi passare a valutare gli aspetti psicologici e quant’altro.

La giusta terapia può manifestarsi nel tempo. A volte si procede per tentativi ed errori prima di trovare il trattamento più adeguato.

Si può ricorrere a farmaci che aiutano il paziente ad apprendere nuove abitudini più favorevoli per la propria vita, anche se è meglio non fare affidamento esclusivamente su di essi. Tolti questi, infatti, il soggetto deve essere in grado di procedere senza tentennamenti.

Ci sono cambiamenti nello stile di vita che si possono associare ai farmaci con un discreto successo, e fanno leva sulla volontà della persona a riprendere le redini. Un’alimentazione viva, fatta di frutta e verdura crude, e un po’ di moto danno ossigeno e vitalità al corpo e alla mente. Ma anche coltivare un momento di calma e silenzio attraverso meditazioni guidate o non. E, perché no, ritrovare il calore di amici e parenti desiderosi di dare una mano, ma anche entrare a far parte di gruppi di sostegno funzionali alla ripresa che, col tempo, si manifesterà.

Che si tratti, di un medico, di un terapeuta, di un amico o di un familiare, chiedere aiuto non è un segno di debolezza. E’ il primo vero passo verso la guarigione.

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